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Un tema che da sempre è al centro dell'attenzione della Liberipensatori "Paul Valéry"  è quello legato al ruolo della  donna nella  società.

 

In occasione  della  ricorrenza dell’8 marzo proporremo un evento che si svolgerà in uno dei luoghi più conosciuti del  Piemonte: Piazza Castello a Torino.

 

Uno dei simboli cui si fa ricorso in occasione delle giornate contro la violenza sulle donne è la bambola. Quel tenero giocattolo rischia però di rinchiudere le bambine in un ruolo che può diventare una gabbia.

 

Per questo invitiamo tutte le donne a portarci, l'8 marzo 2015, dalle ore 10 alle ore 18 le proprie bambole.

 

Le fisseremo ai rami dell'albero che si trova in piazza Castello a Torino, quasi di fronte all'imbocco di via Roma.

Col passare delle ore la pianta, che abbiamo ribattezzato "Albero di Natàlia"

(nome che vuole simbolicamente rappresentare tutte le donne) si vestirà di bambole.

 

Qualcuno leggerà in quelle figurine sospese una minaccia e un destino incombenti.

 

Altri vi vedranno la condanna dello sfruttamento del corpo femminile.

 

Probabilmente non mancherà chi, rinunciando al proprio giocattolo, vorrà esprimere il rifiuto verso un condizionamento iniziato dalla più tenera età.

 

Ma ci sarà forse chi vorrà leggere nella nostra proposta una speranza.

 

Accanto a ogni bambola fissata tra i rami, legheremo anche un fiocco rosso, simbolo per eccellenza della lotta contro il ginecidio.

 

Al termine della giornata l'albero ostenterà così una prematura e poetica "fioritura".

 

Il progetto però non si limita all'impatto scenografico e simbolico. Fin dal mattino le attrici della nostra compagnia si troveranno in piazza Castello, nei pressi dell’albero che abbiamo scelto, avvolte in uno scenografico panno rosso; spiegheranno il senso dell'iniziativa e intratterranno i passanti accanto a un banner esplicativo.

 

Chi ci porterà una bambola, in cambio potrà ascoltare brani recitati dalle nostre interpreti.

 

L’albero di Natàlia, posto al centro ideale della nostra regione, estenderà simbolicamente le sue radici, chiamando uomini e donne a combattere una battaglia che bisogna, e presto, vincere.

 

Al termine della giornata le bambole verranno restituite. Quelle che non verranno ritirate saranno affidate all’Associazione di ascolto La Brezza, con cui si collabora ad un progetto all’interno della Casa Circondariale “Lorusso Cutugno” di Torino.

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